Esistono viaggi che non si misurano con il contachilometri, ma con il ritmo dei battiti cardiaci. Tuttavia, quando la cifra segna 4.000, è impossibile restare indifferenti davanti alla grandezza di una sfida che unisce sport, resilienza e una profonda missione umana. Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Un viaggio su due ruote con Genova protagonista: partenza e arrivo. Luogo del cuore a cui dedicare anche un potente atto di solidarietà.
I protagonisti sono Gian Filippo Mirabile e Fabrizio Caselli, atleti paralimpici e grandi amici, campioni nel canottaggio, nella handbike e nel bob. Dopo tanti successi con la maglia azzurra, questa volta hanno sfidato il caldo e i km con una bici e una handbike.
4.000 km di Respiro: il trionfo del cuore e della solidarietà oltre ogni imprevisto
Il traguardo finale non è sempre una linea geografica tracciata su una mappa. A volte, il vero traguardo è il viaggio stesso, con il carico di emozioni, solidarietà e resilienza che si porta dietro. È questa la grande lezione che ci lasciano Gian Filippo Mirabile e Fabrizio Caselli, i due atleti paralimpici partiti lo scorso 17 giugno da Genova con un obiettivo ambizioso: percorrere migliaia di chilometri in bicicletta e handbike per sostenere la Fondazione Gigi Ghirotti.
Quella che sulla carta era nata come l’iniziativa “5.600 km di respiro” con destinazione Gibilterra, si è trasformata sul campo in un’avventura imprevedibile, ribattezzata con orgoglio “4.000 km di respiro”. Un viaggio ridisegnato dagli imprevisti, ma che non ha perso un briciolo della sua straordinaria forza umana e solidale.
“Il valore di questa impresa ha un peso specifico davvero elevatissimo per la capacità di intrecciare due aspetti fondamentali: quello agonistico, ovviamente, e quello legato alla solidarietà – dichiara il vicepresidente di Regione Liguria con delega allo Sport Simona Ferro -. Rivolgo i miei complimenti a Gian Filippo Mirabile e Fabrizio Caselli, che ci hanno dimostrato come lo sport possa trasformarsi in uno strumento cruciale per superare gli ostacoli della vita e per fare del bene, in questo caso sostenendo la Fondazione Gigi Ghirotti”.
La cronaca di un’avventura oltre il limite
La partenza da Genova sotto l’egida di Stelle nello Sport prometteva una sfida epica attraverso Italia, Francia e Spagna. E le aspettative non sono state tradite, nel bene e nel male. I problemi sono iniziati a Valencia, nel sud della Spagna, dove il caldo torrido (con picchi tra i 40 e i 45 gradi sul livello dell’asfalto) ha messo a dura prova Fabrizio sulla sua handbike. A peggiorare le cose, una serie di guasti meccanici: prima le forature e poi la rottura del piantone dello sterzo dell’handbike.
Per non arrendersi, i due atleti hanno dovuto noleggiare un’auto, caricare i mezzi e fare rotta verso Madrid per cercare assistenza. Lì, il verdetto dei tecnici è stato un misto di speranza e prudenza: “Il pezzo può durare dieci anni come un giorno solo”. Da qui la scelta saggia e matura: rimodulare il percorso per garantire la sicurezza, ma senza mai smettere di macinare chilometri e raccogliere fondi.
Il viaggio è così proseguito verso Nord: Barcellona (dove non è mancato lo scippo di una catenina d’oro a Gian Filippo), Santander, la Spagna del Nord e poi la spettacolare traversata dei Pirenei per rientrare in Francia. Una tappa a Lourdes per ricevere una “benedizione quanto mai necessaria”, prima di una brutta caduta a terra che ha lasciato a Gian Filippo qualche escoriazione a spalla e anca.
La bellezza delle piccole cose e il profumo della libertà
Nonostante le difficoltà quotidiane (“ci è successo quasi sempre di tutto”, raccontano), il bilancio è straordinariamente positivo. Il viaggio ha regalato momenti di pura poesia sensoriale e calore umano. Come il passaggio in Provenza, immersi nel profumo della lavanda, o le sensazioni della terra bagnata, dell’erba e del grano appena tagliato.
O come la deviazione ad Avignone per salutare un cugino, dove il piccolo di casa, 7 anni, dopo aver ricevuto due caramelle e aver giocato a Pokémon, ha incoronato Gian Filippo come il suo “cugino grande preferito”. Emozioni pure, che da sole – dicono i protagonisti – “valgono tutto il viaggio”.
Il vero traguardo: la solidarietà per la Gigi Ghirotti
C’è un filo conduttore che non si è mai spezzato da Genova fino all’ultimo chilometro: l’affetto degli amici e dei sostenitori su WhatsApp e Facebook, e soprattutto la generosità delle persone. L’obiettivo primario era raccogliere fondi per la Fondazione Gigi Ghirotti, l’eccellenza genovese che si occupa di assistenza socio-sanitaria e cure palliative.
“Ci dispiace non aver fatto l’intero giro prefissato” spiegano i protagonisti, “ma a livello fisico e psicologico è stato un viaggio immenso. Abbiamo comunque fatto 4.000 chilometri. Quattro mila chilometri di respiro”.
Mirabile e Caselli tornano a casa stanchi, “grattugiati” dagli imprevisti, ma felici. Hanno dimostrato che lo sport e la resilienza non si misurano con un rigido itinerario, ma con la capacità di vedere il positivo in ogni situazione. E, soprattutto, con i sorrisi e l’aiuto concreto che si riesce a donare agli altri lungo la strada.














