Oltre i confini dell’acqua: Martina e Andrea conquistano lo Stretto di Messina per le malattie rare

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Tre chilometri e mezzo di mare, correnti e onde, ma soprattutto di passione, fatica e immensa determinazione. Quella vissuta il 13 agosto è una giornata che difficilmente verrà dimenticata: l’arenzanese Martina Manuele e il genovese Andrea Cadili Rispi hanno completato con successo la traversata a nuoto dello Stretto di Messina, trasformando una straordinaria impresa sportiva in un potentissimo messaggio di inclusione e speranza.

Protagonisti di questa avventura sono due atleti legati alla Liguria, le cui vite dimostrano come lo sport sappia diventare uno strumento di riscatto e di abbattimento di qualsiasi barriera:

Martina Manuele 32 anni, di Arenzano, è insegnante di sostegno e nuotatrice da sempre. Martina convive sin dalla nascita con la Fenilchetonuria (PKU), una rara malattia metabolica diagnosticata tempestivamente grazie allo screening neonatale. Una condizione che non ha mai limitato i suoi sogni – tanto da portare tatuata sul braccio la formula della fenilalanina come simbolo di consapevolezza – e che affronta ogni giorno con il sorriso e la forza di chi ripete che la malattia fa parte della vita, ma non la definisce.

Andrea Cadili Rispi, 45 anni, genovese, atleta paralimpico di altissimo livello convive con l’osteoporosi-pseudoglioma (OPPG), una patologia rarissima che comporta una forte fragilità ossea e la progressiva perdita della vista. Per lui la piscina e le grandi traversate in mare aperto sono state una chiave di rinascita e di libertà straordinaria.

L’idea di unire le forze per affrontare lo Stretto è nata quasi per gioco, dopo aver condiviso traguardi agonistici importanti come il prestigioso riconoscimento dell’Iron Master. Da lì, la volontà di trasformare il sogno in realtà, nuotando non solo per se stessi, ma per dare voce a tutte le persone che convivono quotidianamente con una patologia rara.

Accompagnati da un team affiatato e guidati dal punto di vista nautico lungo le insidiose correnti dello Stretto, Martina e Andrea hanno tagliato il traguardo fianco a fianco. Non si è trattato “soltanto” di coprire la distanza marina tra la Sicilia e la Calabria, ma di attraversare idealmente limiti, paure e pregiudizi culturali che spesso accompagnano chi vive nella disabilità o nella diversità clinica.

Un’iniziativa che ha visto il patrocinio e l’orgoglioso sostegno di AISMME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie), da anni in prima linea per garantire supporto ai pazienti e alle famiglie, promuovere l’informazione scientifica e tutelare i diritti di chi affronta le malattie rare.