Emma Preti, stella della Tenuta L&S: “Splendida sintonia con il mio cavallo Bobo”

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Le storie della pubblicità hanno la necessità di cercare di essere iconiche, ma i loro messaggi sono inevitabilmente un po’ superficiali, alla radice devono sempre cercare di vendere l’immagine di un messaggio invece che la sua sostanza. Alla storia di Emma Preti, cresciuta nella Tenuta L&S, con la sua istruttrice Sara Caico, invece non manca nulla: ha la stessa bellezza, dolcezza e tema di fondo di un noto spot di un marchio di caramelle, il rapporto tra una ragazza e il suo cavallo, e lo stesso messaggio del marchio che si richiama alla Dea Alata della Vittoria, “Justo Do It”, ma la vera differenza rispetto a una reclame è che dietro tutto ciò, non c’è il nulla, ma un duro e lungo lavoro. Quello più “giusto” che Just, “solo” e “subito”, che richiede tempo, che magari va a cavallo ma di sicuro non prende scorciatoie, e che permette letteralmente di realizzare i sogni, ovvero d’imbrigliarli in progetti via via sempre più ambiziosi e condurli dalla dimensione dell’astratto a quella dell’obiettivo.

Emma ha una disabilità che non le ha impedito di crescere e affermarsi negli sport equestri, sullo stesso piano di tutti gli altri, ben ritta sul proprio cavallo. Una storia iconica, rappresentativa e inclusiva, che ispira, e che rispetto ai plot degli spot ha un’altra differenza: non è stata montata per pochi secondi, è stata costruita nel tempo per durare. Ora è il momento di fargliela raccontare:

“Ho iniziato a fare Volteggio all’età di 5 anni, molto piccola, perché la mia fisioterapista conosceva il maneggio dove insegnava quella che adesso è la mia istruttrice. Avevo fatto molte difficoltà motorie, è stato molto faticoso, però piano piano abbiamo iniziato a fare gare. Penso che si sia fatto un progresso molto grande. La mia prima gara sono state le Ponyadi nel 2014, poi piano ho fatto la F, la F integrata, son passata in L, l’anno scorso ho fatto il brevetto per entrare nell’agonismo, e iniziare a fare i corsi da Istruttore. Queste sono le mie prime due gare, poi la terza, ho gareggiato assieme ai miei due compagni, sono molto soddisfatta e contenta”.

Una storia di Equitazione ovviamente non porta da nessuna parte senza una fida cavalcatura:

“Con Bobo, il mio cavallo, ho un bellissimo rapporto, siamo proprio entrati in sintonia. Mi conosce molto: quando salgo, sa già che sono io, come deve preoccuparsi, credo si veda e si senta anche da fuori la sintonia”.

Il brevetto acquisito è il simbolo di tutta la perizia acquisita lungo il percorso, con più ostacoli da superare in senso metaforico che letterali di quanti ne spettino ad altre cavallerizze, che tutti assommati fanno un monumento alla sua forza di volontà:

“Per me personalmente è stato un traguardo riuscito, dall’anno scorso, quando sono riuscita a prendere il mio brevetto, cosa che magari 3 anni fa forse non era minimamente pensabile, credo che una persona se crede in ciò che vuole fare, prima o poi arriva a farlo, anche se magari ci mette 2 o 5 anni…io ce ne ho messi 7! Sono la dimostrazione che se si vuole si riesce sempre a fare ciò che si desidera, col tempo!”

Articolo di Federico Burlando