Si è concluso con la consegna degli attestati ai dieci partecipanti il corso dedicato agli UAS (Unmanned Aerial Systems), organizzato presso l’Unità Spinale di Pietra Ligure. L’iniziativa è stata pensata per offrire alle persone con lesione del midollo spinale un’opportunità concreta di avvicinarsi al pilotaggio dei droni attraverso un percorso formativo accessibile, che unisce innovazione tecnologica, inclusione e sviluppo dell’autonomia personale.
Durante il corso, i partecipanti hanno seguito un programma teorico e pratico finalizzato alla preparazione per le categorie operative Open A1 e A3, previste dalla normativa europea EASA e dal regolamento nazionale ENAC UAS-IT. Le lezioni sono state curate dal professor Gianni Vercelli e dai ricercatori del DIBRIS (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi) dell’Università degli Studi di Genova.
Il percorso didattico ha approfondito gli aspetti fondamentali richiesti per il pilotaggio dei droni, affrontando temi quali la normativa di settore, la sicurezza delle operazioni, i principi base della meteorologia e le principali applicazioni civili dei sistemi a pilotaggio remoto. Alla formazione teorica si sono affiancate esercitazioni con simulatori di volo, analisi di casi pratici e attività sul campo, con l’obiettivo di preparare i corsisti al superamento dell’esame necessario per ottenere l’attestato A1/A3.
Dal punto di vista tecnico, il pilotaggio remoto rappresenta un’attività particolarmente adatta anche a persone con limitazioni motorie. Le operazioni in modalità VLOS (Visual Line of Sight) possono infatti essere svolte da una postazione fissa, mentre radiocomandi e tablet possono essere configurati in base alle esigenze del singolo operatore, consentendo un utilizzo sicuro e accessibile.
L’ottenimento della certificazione A1/A3 offre inoltre la possibilità di impiegare queste competenze in diversi ambiti professionali, tra cui il monitoraggio ambientale, le ispezioni di infrastrutture, la protezione civile, l’agricoltura di precisione e i rilievi tecnici.
«La conclusione del corso e la consegna degli attestati costituiscono un risultato importante per tutti i partecipanti. Questo progetto dimostra come la tecnologia possa diventare uno strumento concreto di autonomia, partecipazione e valorizzazione delle capacità individuali. Il corso è stato affrontato da tutti con interesse e impegno e ha permesso di acquisire competenze che potranno essere approfondite e utilizzate in differenti contesti», ha dichiarato Antonino Massone, direttore della S.C. Unità Spinale Unipolare di Pietra Ligure.
Per il professor Gianni Vercelli del DIBRIS dell’Università degli Studi di Genova, il percorso non si esaurisce con la consegna degli attestati: «Le competenze acquisite rappresentano una base dalla quale partire per costruire ulteriori occasioni formative, collaborazioni con il territorio e possibili percorsi di specializzazione».
L’iniziativa si propone come un modello replicabile, capace di mettere in relazione riabilitazione, formazione tecnologica e orientamento professionale, aprendo nuove prospettive di crescita personale e lavorativa. «Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la sanità possa andare oltre la cura, promuovendo percorsi che valorizzano le potenzialità della persona e ne sostengono il progetto di vita», ha sottolineato Monica Cirone, Direttore di Area 2 di ATS Liguria. «L’Unità Spinale di Pietra Ligure conferma la propria capacità di integrare riabilitazione, innovazione tecnologica e inclusione sociale, offrendo opportunità che favoriscono autonomia, nuove competenze e una piena partecipazione alla vita sociale e lavorativa. Collaborazioni tra sistema sanitario, università e territorio sono fondamentali affinché la tecnologia diventi uno strumento concreto di crescita, empowerment e inclusione per le persone con disabilità».















