Andrea Botti e il Giro d’Italia paralimpico: “Hand bike sport sicuro e inclusivo”

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Non esiste “io” ma “noi”. Lo dice chiaramente, Andrea Botti, in riferimento al suo Tigullio Handbike Team, ma è un noi molto estendibile, perché quando corre inevitabilmente non lo fa solo per la sua squadra, ma per tutta la collettività.

È un campione, ma tira da gregario per portarsi dietro nella sua scia altri disabili in primis, e con loro tutta la società, perché nel momento in cui vengono posti nelle condizioni di poter tagliare tutti i traguardi a cui ambiscono, a prescindere dalle loro condizioni, allora siamo “noi” tutti, assieme, come uomini in assoluto e in specifico come italiani a vincere.

Ad andare incontro a tali moltitudini sulle strade della penisola, dalle Alpi al Lillibeo, ma per l’edizione 2024 del Giro d’Italia Paralimpico in realtà da Genova, Capitale Europea dello Sport, proprio Andrea, spesso messosi in mostra nell’ultimo biennio a livello nazionale, paraplegico da quando aveva 24 anni, nel 2005 quando la vigilia di Natale ebbe un incidente in automobile nel percorso casa-lavoro. Da allora si è impegnato con lo Sport con più discipline e impegno via via crescenti, nonostante gli impegni professionali e famigliari. Per l’esemplarità della via che ha saputo tratteggiare è stato indicato come benemerito dal Comitato Paralimpico della Liguria. Una strada in cui il suo “io” ha saputo virtuosamente spiccare sul “noi”, ma solo perché la sua figura potesse indicare la via per un grande traguardo comune.

Lo scorso 31 gennaio sei stato premiato dal Comitato Paralimpico per gli sforzi profusi con il Tigullio Handbike Team, il riconoscimento del lavoro di una vita. Come descriveresti tuo percorso sulle vie della Liguria e dell’Italia?

“È stata premiata tutta la squadra, noi parliamo sempre al plurale. Non esiste “io” ma “noi”. Io poi non sono Ligure, sono Parmigiano, e vengo spesso ad allenarmi sulla riviera di Ponente con i miei compagni di squadra che abitano in zona. Il clima soprattutto in inverno è eccezionale!”

Mettendosi sulla tua scia, pensi che il tuo lavoro possa svolgere da traino ad altri atleti disabili?

“Spero proprio di sì! Il mio lavoro può sicuramente ispirare e motivare altri atleti disabili. Spero di essere un modello positivo, dimostrare che è possibile superare le sfide e di influenzare positivamente altri atleti che si trovano ad affrontare situazioni simili. La mia esperienza e determinazione possono essere di esempio per coloro che cercano di raggiungere i propri sogni nello sport e nella vita nonostante le difficoltà”

Quali sono state le difficoltà più grandi con le quali ti sei dovuto confrontare nella tua vita di uomo di Sport?

“Sono tante le difficoltà, ad esempio la pressione competitiva: soprattutto con me stesso, per riuscire ad ottenere risultati. Il bilanciamento tra sport e vita personale: trovare un equilibrio tra gli impegni sportivi e la vita personale è molto difficile, specialmente se lavori e hai famiglia. La gestione dello stress pre gara. Superare queste sfide può portare a una maggiore crescita personale e ti può essere di aiuto anche nella vita quotidiana”

Quali invece le soddisfazioni che ti sei conquistato?

“Negli ultimi due anni a livello nazionale, sono riuscito a salire sul gradino più alto del podio parecchie volte, ma non c’è solo questo. Gratificante è anche superare le proprie sfide personali, migliorare le prestazioni e contribuire al successo della squadra

Il 18 marzo eri a gareggiare alla prima tappa del Giro d’Italia Handbike, a Genova, capitale europea dello sport 2024!  Ci racconti cosa hai provato?

“Gareggiare a Genova, in una città così suggestiva, è stata una esperienza emozionante e stimolante, soprattutto per il pubblico lungo il percorso che ci ha sostenuto dall’inizio alla fine!”

Alla prima tappa del Giro d’Italia Handbike a Genova, Andrea Botti ha conquistato il secondo posto nella categoria H4, sfiorando la vittoria nella volata finale

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare dell’Handbike?

“I valori dello sport sono universali e includono elementi come fair play, impegno, disciplina, rispetto, solidarietà e determinazione. Questi valori sono fondamentali per promuovere una cultura sportiva sana e positiva. Nel caso specifico dell’Handbike, la determinazione, la resilienza, l’inclusione, l’adattabilità e lo spirito di squadra”

Quanto ti alleni ogni giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

“L’handbike è uno sport molto duro. Generalmente mi alleno 5/6 giorni a settimana, e le sessioni possono durare da 1 a 3 ore. Il tutto è combinato con una dieta specifica, infatti sono seguito da una Dottoressa nutrizionista”

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a fare così tanta strada nello Sport?

Prima di ogni gara controllo meticolosamente la handbike, le giro attorno almeno 100 volte. Cerco di curare ogni minimo dettaglio!

Una passione al di là dell’Handbike?

“Sciare con il monosci -anche se sono più di 10 anni che lo pratico!-”

Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“Con la Liguria ho un rapporto fantastico ed è tra i miei posti preferiti, soprattutto per il clima mite e i bei paesaggi costieri… è una figata pedalare in Liguria!”

C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

“Qui gioco in casa, Vittorio Podestà. Nel mondo della handbike ha vinto tutto quello che si poteva vincere, campionati italiani, mondiali e paralimpiadi. La sua determinazione e le sue abilità sportive lo hanno reso un punto di riferimento. Nel 2018 ha poi fondato la squadra Tigullio Handbike team

Che consigli daresti a chi desiderasse avvicinarsi all’Handbike per la prima volta?

“Gli consiglierei di iniziare gradualmente, bisogna scegliere la handbike giusta e cercare di raggiungere una postura corretta. L’handbike richiede impegno e costanza per migliorare abilità e resistenza. Ma soprattutto, gli consiglierei di divertirsi in sicurezza!”

Stelle nello Sport da due anni organizza lo Sportability Day, per mettere in contatto la realtà Ligure dello Sport con i disabili, in particolare i più giovani, e renderli consapevoli di tutte le possibilità loro offerte dalle varie società. Con questo spirito, c’è un messaggio che vorresti lanciare a tutti, bambini, ragazzi, genitori, e istituzioni, per far capire quanto è importante lo Sport per la crescita di tutti, e per l’inclusività?

“Lo sport non è solo un’attività fisica, ma un’opportunità per crescere, imparare e connettersi con gli altri. Investire nello sport significa investire nel benessere individuale e nella coesione sociale, contribuendo a creare una società più equa, rispettosa e inclusiva per tutti”

Quali sono i programmi per il 2024?

“Quest’anno è cominciato in salita perché la preparazione, per vari motivi, è iniziata tardi. Quindi riuscire a raggiungere il mio top di forma, e restare nei TOP 3 in Italia”

Federico Burlando