La campionessa paralimpica Giulia Ghiretti e il libro “Sono sempre io”

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Lo Sport richiede sempre in termini di sacrifico, e sempre restituisce in termini di soddisfazioni. Il sorriso allegro e contagioso di Giulia Ghiretti sarebbe stato comunque bellissimo anche senza l’incidente che 13 anni fa, quando ne aveva 16, ha segnato il suo percorso. Ma trasmette ancora di più una volta appresa la sua storia. Perché se lo Sport richiede all’Atleta, non è solo a lui che da tantissimo, ma anche a tutti coloro che dal suo esempio possono trarre ispirazione.

Giulia lo sa ed è anche per questo che ha scritto un libro con Andrea del Bue, coordinatore Anmic Parma: Sono sempre io. L’incidente, il nuoto, la mia rivincita. A Lerici per presentarlo, ha raccontato anche della sua storia. Perché se pure un libro non si giudica dalla copertina, il suo è invero piuttosto rappresentativo. Un sorriso che ha affrontato diverse difficoltà e che ci viene restituito con tutta la sua gioiosa grinta. La stessa che traspare una risposta dopo l’altra.

Da bambina praticava ginnastica artistica, poi ritmica, e, dall’età di 8 anni, trampolino elastico, disciplina sino ad arrivare alla Nazionale. Poi la più tragica delle cadute: durante un allenamento di trampolino, al momento della ricaduta da un salto, le forze delle molle si sono concentrate su un’unica vertebra, che non ha retto. L’incidente le ha causato la paralisi delle gambe. E dopo la più coraggiose delle risalite: si cimenta nel Nuoto per motivi terapeutici, se ne innamora. Comincia a gareggiare.

23 medaglie internazionali dopo tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei, è “qui” a Lerici. Senza dimenticare la Laurea in Ingegneria biomedica al Politecnico di Milano. A Rio e Tokyo ha collezionato due argenti a Cinque Cerchi nei 100 metri Rana, a Parigi proverà a scalare il gradino più alto. Perché anche se si è già rialzata tanto, non smette di chiedere a sé stessa qualcosa in più. Sapendo che le verrà restituito ancora di più. E ancor di più avrà da trasmettere e raccontare al mondo.

L’incontro con la città di Lerici per presentare il tuo libro ma soprattutto per lanciare dei messaggi importanti a tante famiglie, a tanti ragazzi e ragazze con delle disabilità, lo Sport dopo l’incidente può essere davvero la strada giusta…

“Per me lo Sport è sicuramente qualcosa di unico e credo che possa regalare tantissime emozioni, uniche.  Dal Paralimpico all’Olimpico, veramente io credo che lo Sport sia…Sport! Punto!”

La tua è una grande lezione, raccontata nel tuo libro, una grande forza di reazione dopo l’incidente che hai avuto a 16 anni

“Ho avuto questo infortunio mentre facevo allenamento e sicuramente la mia vita è cambiata. C’è stato un periodo di riabilitazione, però l’ho vissuto molto come “vediamo cosa c’è dopo”. A 16 anni insomma…è meglio guardare a cosa c’è dopo piuttosto che stare in un letto d’ospedale. E quindi ho vissuto tutto con molta tranquillità, grazie soprattutto alla famiglia, agli amici e a tutti quelli che mi son stati intorno”

Hai guardato dopo e c’erano tantissime medaglie, quelle che hai vinto con la tua attività paralimpica

“Dopo, veramente…è andata bene, ecco! Ho iniziato questo percorso sportivo e non sapevo dove sarei arrivata. Il mio obiettivo era far le gare, divertirmi, migliorarmi, imparare a nuotare…perché io non è che sapessi farlo proprio bene! Dopo però è andata sempre bene”

Si guarda già all’anno prossimo?

“Assolutamente sì! Quest’anno ci saranno i Mondiali ad agosto e l’anno prossimo le Paralimpiadi a Parigi”

In Liguria abbiamo una grande eccellenza del Nuoto Paralimpico che è Francesco Bocciardo che Paralimpiade dopo Paralimpiade ci regala grandissime emozioni. Cosa rappresenta una Paraolimpiade per uno sportivo di vertice?

“Una Paralimpiade è l’apice dello Sport. Io mi ricordo quando da piccola ero sul divano a guardare le Olimpiadi, essere in quei posti è qualcosa di unico, sicuramente. Poi Francesco è un compagno di nazionale, un amico e le emozioni sono sempre fortissime”

Parigi come la immagini?

“Eh, difficile! Vedremo, sicuramente sarà qualcosa di unico, molto bello…da vivere”

Ti ricordi quali sono le tue specialità, quelle da cui ti aspetti di più andando verso la Paralimpiade?

“I 100 Rana”

Federico Burlando