Lo “scacco matto” di Franco Giuseppe Pugliese

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Sorprendere un campione di Scacchi è difficile, ma Franco Giuseppe Pugliese non si aspettava di portare nella sua Genova il Campionato Europeo di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti, e di venire ancora una volta convocato in Nazionale proprio per la rassegna in programma dal 19 al 30 aprile 2023.

Ha collocato la Superba al centro del mondo degli Scacchi e un’ideale Scacchiera nel cuore della sua città e del suo paese. Tutti i pezzi al loro posto, ma perché è stato lui il primo a muoversi con decisione.

È stato tra i fondatori dell’Associazione Scacchisti Ciechi Italiani (A.S.C.I.d.) nel 1972, e ne è il suo “attuale membro più attivo”. O almeno così lo descrive come l’amico Bersan Vrioni, l’attuale presidente Ascid, in una breve ed efficace descrizione del suo brillante percorso.

Franco ha partecipato a più di 50 Campionati Italiani Assoluti organizzati dall’Ascid, salendo 16 volte sul podio e laureandosi Campione Italiano Assoluto nel 1989.

Ha partecipato a 26 su 38 edizioni del Torneo Nazionale Rapid, conquistando 12 volte il podio e laureandosi Campione Nazionale Rapid nel 1987 e nel 1988. Nella Nazionale Italiana dal 1980 ad oggi, con 9 presenze alle Olimpiadi e una alla Coppa del Mondo, onorando per per ben 84 volte i colori azzurri.

C’era anche Franco tra gli Azzurri dell’A.S.C.I.d. che, alla 16° Olimpiade a Rodi in Grecia 2021, si sono brillantemente qualificati per la 9° Coppa del Mondo ad Ohrid in Macedonia del Nord 2022, dove hanno portato l’Italia per la prima volta nella top 10 mondiale.

C’era anche Lui, ancora lui, nella Delegazione Italiana che, all’ultimo Congresso dell’International Braille Chess Association (IBCA), la suprema autorità mondiale degli scacchi per disabili visivi, ha fatto prevalere la candidatura dell’Italia quale paese ospite dell’Europeo, e di Genova come città sede.

Per riprendere le esatte parole di Brioni, “Sarà Genova dunque, la città che più di 100 anni fa diede i natale all’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti, ad ospitare il massimo evento continentale di categoria.

È la prima Volta che l’Italia ha il grande onore di ospitare ed organizzare questa autorevole manifestazione, il cui intrinseco prestigio in questa edizione è amplificato dalla partecipazione di squadre tra le più blasonate del mondo.

Nessuno quanto lui a contribuito ad accrescere il prestigio internazionale del movimento scacchistico italiano dei disabili visivi. Pluridecennale il suo impegno sociale, su più fronti, volto a promuovere l’integrazione e l’inclusione dei non vedenti”

L’intervista a Franco Pugliese

Tali eloquenti elogi sono mossi da Vrioni non solo dallo spirito di amicizia, ma anche e soprattutto dal senso del dovere, in quanto letteralmente dovuti a chi è un campione dentro e fuori dal campo. Ma Pugliese non ha bisogno di arroccarsi dietro i titoli della sua storia, nel raccontarsi la sua apertura è folgorante: molto garbato e disponibile, calmo e preciso, arriva però subito a toccare i punti focali, e a metà dell’intervista spiega che

“Ho cercato di assecondare le sue domande e raccontare le Difficoltà che potevo avere, che ho avuto e che ho superato. Mettendomi in discussione, io e qualchedun’altro mio amico non vedente, poi gli altri ci vengono incontro. Chiaro che la pappa pronta non posso averla. E da lì poi ho sviluppato un ottimo rapporto con tutti i giocatori che ho conosciuto. Oggi sto frequentando il Circolo Santa Sabina dal 2003-04, quasi 20 anni, ho tutta una serie di amici…Ho cominciato negli anni ‘70, diciamo leggermente in ritardo rispetto ai giovani che ci sono adesso, e con molte meno disponibilità, intendo come software, libri, possibilità di avere materiale e da studiare. Noi facevamo fatica ma è qualcosa su cui non ci siamo mai soffermati. Io gioco sia con i non vedenti, ambito Ascit, ma ho giocato molti tornei anche con i normodotati, ho una certa esperienza anche lì e la crescita chiaramente è anche maggiore. Poi si fa capire al mondo normale che noi siamo in grado di giocare”

Come può giocare un Non Vedente?

Io gioco con la mia Scacchiera, opportunamente modificata rispetto a una normale, e io il mio avversario cominciamo a giocare. Io do la mia coordinata, l’arbitro guarda la scacchiera del mio avversario sulla sua scacchiera “ufficiale”, normale. Dopodiché, essendo che io devo scriverla la partita, io registro su un dispositivo magnetico e così sto al passo, mentre il normodotato scrive la partita su un foglio dove sono enumerate le mosse, e così riempio il report, mentre il vedente eventualmente ha il taccuino per mostrare l’eventuale errore. Può capitare che io capisca fischi per fiaschi, e in buona fede io sbagli e ci sia bisogno di correggere. O magari l’avversario non ha capito la mia mossa perché non è abituato alla mia scacchiera e non l’ha guardata bene. È sempre la solita di 64 caselle, ma con quelle del nero, così ho sempre presente la scaccografia, nella testa ma anche toccando. Vado così a verificare di non aver sbagliato. Gioco anche un po’ a memoria, ma quando la partita prende dei ritmi veloci si può anche sbagliare, dicendo una cosa per l’altra. Poi si scrive, si controlla, e tutto deve andare al suo posto.

Noi abbiamo degli orologi speciali, noi mettiamo a disposizione il nostro, è apparentemente uno normale, con le lancette, per cui si vede il tempo che trascorre e, io, non potendolo vedere, lo sento tramite una cuffietta, che mi dà sia il tempo che ho, sia quello dell’avversario. Quindi io così mi regalo esattamente”

Sorprendere un campione di Scacchi è difficile, e andando avanti con le domande in qualche caso l’intervistatore forse ci è riuscito con qualche interrogativo inaspettata, ma è sicuramente molto meglio lasciarsene sorprendere: Franco Giuseppe Pugliesi ha sempre la risposta perfetta per riuscirci. Sin da quella che avrebbe dovuto essere l’apertura.

Da dove nasce la passione per gli Scacchi?

“Ho studiato al Davide Chiossone in corso Armellini, come non vedente ho fatto lì tutto il mio percorso. Ho cominciato ad approcciarmi verso i 17-18 anni con i 3-4 allievi di allora, ma lo scatto che mi ha portato ad avere un interesse maggiore è scaturito dal Campionato Mondiale del ’72, Spasskij-Fisher, e lì ha cominciato a stuzzicarmi. Ho cominciato a lavorare proprio nel ’72, ma ho cominciato a giocare sempre e ad allenarmi con un mio amico e la cosa ha preso campo, tanto che nel ’73 mi sono iscritto a un circolo di partenza, il Pegliese, che ora non esiste più. Da lì ho cominciato a fare i primi passi dal punto di vista agonistico, che poi è quello che ci vuole, se si gioca sempre con il solito avversario le migliorie ristagnano e non si vedono. Si possono invece evidenziare cambiando un po’ gli avversari. I testi erano limitati ma io avevo l’accortezza di farmi leggere qualcosa che era allora piuttosto attuale, di qualche torneo, e con quel sistema mi son creato così un archivio-database che mi son creato, che sono andato a implementare di volta in volta e che mi funge da punto di appoggio

L’archivio è il punto di appoggio, dove si esercita la sua forza?

La mia forza è la lucidità, che a 20 anni era quella che era, ora forse un po’ meno, con l’età, e con l’esperienza, che anche quella allora era quella che era, e oggi è, poco ma sicuro, un punto di forza. Sono il più vecchio in assoluto, nel giro della nazionale! Poi come Presidente Unione di Genova Ciechi, la passione è rimasta, ma il tempo che avevo prima è molto più di quello che ho adesso, mi dedico tantissimo alla vita associativa”

Qual è stata l’emozione più grande della sua carriera lunga e colma di successi?

“Adesso non ricordo esattamente, ma sono leggermente emotivo, quindi quando sto per raggiungere un risultato, ho un po’ di paura! Ho fatto 8-9 secondi posti e altrettanti terzi, ho capito che se avessi avuto un pizzico non di lucidità in più ma di emotività in meno, la responsabilità di poter chiudere il match e quindi vincerlo. Però la mia più grande soddisfazione è di aver superato finalmente nel 1989 questo scoglio, perché piazzamenti ne ho veramente tanti, e quindi sono comunque molto soddisfatto. Qualcuno tecnicamente più bravo di me non è poi mai riuscito a vincere per questa componente: l’emotività per qualcuno incide per una percentuale, per qualchedun altro ha un valore diverso.”

Altre attività oltre gli Scacchi? C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per lei motivo di ispirazione?

“Sono tanti e variegati nel tempo, eheheh! In questo momento chi mi piace parecchio Sinner, il tennista altoatesino top 10 internazionale, e lo seguo molto…come faccio a vederlo? Ho un televisore che ha delle particolarità tecniche molto avanzate, quindi riesco a seguire esattamente lo scambio del game senza problemi, chi batte e chi riceve, dove va la palla, dove arriva… ho proprio molte soddisfazioni con quello sport, perché riesco a seguirlo davvero molto bene, non come un normodotato, ma insomma!”

Altre passioni oltre il Tennis e gli Scacchi?

“Sono anche un appassionato di calcio, e la mia squadra del cuore, che seguo da quando ero piccolo, è quella di Genova, il Genoa!  L’altra, lo dico da “bravo genoano” che mette in risalto solo la sua squadra e non conteggia l’altra, non mi interessa… adesso son velenoso, mi scuso!  Son l’unico nella mia famiglia ma mi difendo! Seguo molto il Genoa, qualche volta vado anche alla partita e a viverla, faccio un po’ di fatica ma c’è chi mi descrive, ma un conto è la radio, e l’altro è lo stadio”

Lei è anche Presidente della Sezione Territoriale UICI di Genova, e ha fatto parte della delegazione italiana che ha ottenuto l’organizzazione del l’organizzazione del Campionato Europeo per Ciechi e Ipovedenti 2023 che si svolgerà tra pochi giorni proprio nel capoluogo Ligure. Ci racconta la soddisfazione per questo eccellente risultato, che reca tanto prestigio a Genova?

“Il fatto che io ora possa giocare a Genova…son contento, è la mia città, nasco a Genova e la realizzazione di questo torneo internazionale mi inorgoglisce, peccato che non l’abbiamo potuto fare prima, però non è mai troppo tardi e giocherò, magari un pochettino, sia pure un po’ di riserva, ma mi ha fatto molto piacere essere anche tra gli organizzatori di questo evento”

https://sportabilityliguria.it/2023/04/13/su-il-sipario-in-regione-sulleuropeo-a-squadre-per-non-vedenti-e-ipovedenti/

C’è un messaggio che vorrebbe lanciare a tutti, bambini, ragazzi, genitori, e istituzioni, per far capire quanto è importante lo Sport per la crescita di tutti, e per l’inclusività?

“Lo Sport è importantissimo- In generale andrebbe praticato soprattutto per coloro che hanno un handicap per aiutare a superare le difficoltà oggettive in generale. Lo Sport per ogni caso e in tutti i momenti va frequentato da subito, dall’età scolare e oserei quasi dire dalle Elementari. È lì l’educazione che viene fuori. I genitori, oggi, hanno paura della disabilità, sia visiva che altre che non sono del nostro ambito, e di iscrivere i ragazzi a ginnastica…è, secondo me, un fatto culturale ed è sbagliato. Intanto si socializza, i ragazzi normodotati sanno che ci può essere qualcuno un po’ più sfortunato, che però è all’altezza di poter arrivare a certi risultati. Si normalizza, e l’ho fatto sulla mia pelle”

https://www.stellenellosport.com/progetto/sportability/

Sport come crescita nella crescita…

 “Lo racconta la mia esperienza personale: succedeva che quando avevamo la ginnastica i genitori per paura di qualche incidente o qualche cosa, facevano esentare i ragazzini da qualsiasi tipo di ginnastica. Faccia conto che noi ad esempio avevamo la palestra col quadro svedese, la pertica la corda, la sbarra, l’asse d’equilibrio, il cavallo…tutti questi attrezzi il sottoscritto li ho fatti e l’agonismo che poi ho messo negli Scacchi, magari un po’ più sedentario e più mentale, io me lo sono creato da questa possibilità perché i miei genitori erano lungimiranti, non hanno mai avuto paura e io ho potuto svolgere quest’attività completa con gli altri, avere questa crescita”

“È un’occasione per far vedere che non ci si deve fermare alla prima difficoltà, ma questo non lo dico per i bambini e per i ragazzini, è un messaggio che va dato ai genitori, che sono quelli che in prima istanza devono dare l’input”

Federico Burlando

Ulteriori Informazioni:

Oltre che Presidente dell’Associazione Scacchisti Ciechi Italiani dilettantistica (A.S.C.I.d.), Bernan Vrioni è Direttore di Gara del Campionato Europeo IBCA di Scacchi a Squadre per Ciechi e Ipovedenti 2023 e Membro del Comitato Organizzatore Genova Senza Barriere

https://www.chiossone.it/

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