Le novità della I-Zona FIV: “Al via il Campionato Zonale. Nella vela integrazione e superamento dei limiti”

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Le novità della I-Zona FIV: “Al via il Campionato Zonale. Nella vela integrazione e superamento dei limiti”

Dopo il Mondiale dell’ottobre 2021 continua la crescita della Vela Paralimpica. Anche in Liguria l’impegno prosegue. Gli obiettivi del quadriennio della I-Zona FIV sono stati fissati. Pietro Bortoletto, responsabile per la I-Zona FIV del programma di sviluppo dell’attività con imbarcazioni (barche 2.4, Hansa 303 e Martin 16), tecnici e spazi idonei e accessibili, ha raccontato a SportAbility tutte le ultime novità.

La più importante notizia riguarda l’istituzione del Campionato Zonale:

“Quest’anno avremo, per la prima volta da tempo, un Campionato Zonale, una specie di campionato regionale ligure di I-Zona su quattro tappe, di cui la prima sarà il 19-20 Marzo prossimo a Genova Sestri Ponente; poi andiamo a Imperia il 9 e il 10 Aprile, a Chiavari il 23, 24 e 25 Aprile, su tre giorni perché ha anche una valenza più importante, infatti assegnerà il titolo di Campione Zonale vero e proprio; e, infine, un’ultima tappa a maggio, il 14 e il 15, a Savona che è l’ultima tappa regionale ligure. Come classi di barche parliamo di Hansa 303, con la formula singola e doppio. Faremo sostanzialmente la giornata del sabato dedicata ai singoli e la domenica dedicata ai doppi così da dare un po’ più di possibilità e per fare equipaggi misti. L’altra barca che cerchiamo di spingere in zona, ma al momento non è molto attiva, è il 2.4. La barca singola paralimpica storica per eccellenza e rispetto all’Hansa è una barca molto più tecnica e competitiva. L’Hansa 303 è una barca più alla portata di diverse disabilità, c’è una versatilità maggiore. Questo sta facendo sì che questa barca si stia diffondendo anche in Italia abbastanza capillarmente su tutto il territorio. Ci sono altre realtà molto sviluppate oltre a noi, come la Sicilia, il Friuli. A livello nazionale, più o meno su tutto il territorio, c’è una copertura importante. Ci sono, inoltre, a livello nazionale delle attività di raduno, gestite dalla Federazione Italiana Vela. Uno si è appena concluso ed è stato a Punta Ala, dal 22 al 28 febbraio. Per l’Hansa 303 hanno partecipato degli atleti liguri, come Eleonora Ferroni di Chiavari accompagnata dal suo istruttore Parasailing. I feedback sono stati molto positivi. Per l’atleta ligure era un’esperienza nuova, piano piano si sta avvicinando a una carriera più agonistica”.

Eleonora Ferroni

La possibilità di fare vela per ragazzi con disabilità ha un valore determinante a livello personale e a livello d’integrazione. L’esempio di Giulio Cocconi:

“È molto importante per questi ragazzi fare queste attività. C’è davvero tanta integrazione. Porto spesso l’esempio della mia società, la Lega navale di Genova. Io seguo prettamente l’attività dal punto di vista agonistico e da un paio d’anni ho inserito nel gruppo un ragazzo diversamente abile Giulio Cocconi. Si è perfettamente inglobato nel gruppo e si allena con noi senza alcun tipo di diversità, è al pari dei suoi compagni. Il tutto avviene in modo sereno. L’integrazione è possibile e funziona. Ci sono ovviamente dei limiti strutturali sulle barche e le condizioni meteo e marine diverse possono influire, ma sono tutte cose facilmente gestibili senza avere problemi. Cito ancora questo ragazzo che porto come esempio, ha una forza di volontà e d’animo non indifferente nonostante avesse qualche timore iniziale. Lui si sente proprio libero di poter gestire, in completa autonomia, l’imbarcazione. Quindi questo gli dà un senso di sicurezza, di indipendenza che magari in altre occasioni, o in altre attività, non può avere. Bisogna immaginare un ragazzo che è da solo in barca e si trova a gestire onda, vento e altre situazioni. È uno sport molto formativo e ha, tra l’altro, aspetti più o meno agonistici; Quello dipende dall’attività poi che si vuole fare ovviamente. Come tutte le discipline si procede a piccoli a piccoli step”.

Tante emozioni e tanti ricordi bellissimi. L’augurio e di Pietro Bortoletto per il futuro:

“La partecipazione al mondiale dell’anno scorso è stata una grande soddisfazione, ho partecipato personalmente affiancando un ragazzo con disabilità. Noi siamo nati come un gruppo nutrito, come rappresentativa ligure molto nutrito e fare attività di quel è molto bello; per noi è sempre una grande emozione. Ti confronti con atleti internazionali e vedi altre realtà che da noi sono ancora lontane o sembrano ancora paradossali. A volte viene da pensare come fanno certe persone ad andare in barca invece questi riescono. Ci sono persone con disabilità limitanti che salgono in barca e poi la fanno trotterellare come se spostassero un semplice pallone o si muovessero liberamente, come se non ci fosse alcun tipo di barriera, alcun tipo di limite. È una cosa molto emozionante che spero anche da noi possa prendere piede in modo più massiccio”.

Occhi puntati al 2024 e alle prossime Paralimpiadi. L’obiettivo è far rientrare in corsa questa disciplina:

“A livello internazionale si sta spingendo per il 2024 per la riammissione delle barche paralimpiche dentro le Olimpiadi, tolte nell’ultima Olimpiade. Sono quelle cose politiche e burocratiche che vanno avanti per molto tempo, però più una barca è diffusa più possibilità c’è che questa possa essere inserita nuovamente. Non deve esserci una discriminazione tra barche o tra sport diversi secondo me, sono un valore aggiunto che socialmente bisogna avere”.

Simone Fargnoli

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