Atletica e integrazione: il Meeting Arcobaleno e il Trofeo Insieme nello Sport

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Ai microfoni di SportAbility, Giorgio Ferrando, organizzatore del Meeting Arcobaleno e dirigente dell’Atletica Celle Ligure, ha raccontato il suo impegno per questo evento internazionale che permette a tutti di fare sport. Quest’anno la data da segnare in calendario è il 14 giugno 2022 per l’edizione numero 33 del meeting, 22esima del Trofeo Insieme nello Sport con la collaborazione della Fondazione De Mari. Appuntamento ovviamente a Celle Ligure presso lo Stadio Olmo e Ferro.

Un impegno che si ripete da tanti anni. L’importanza di queste manifestazioni:

“A livello societario, a livello di gruppo lavoriamo prevalentemente sulla manifestazione, sul Meeting Arcobaleno, a cui abbinato il trofeo Insieme nello Sport che appunto prevede un’attività specifica nell’ambito della disabilità. questo da 21 anni, perché il torneo ha 21 anni e ne farà 22 con il meeting che andremo a fare a giugno. È partita da un rapporto personale chiaramente con un atleta che gareggia carrozzina che all’epoca propose di inserire una gara riservata agli atleti carrozzina e da lì abbiamo mantenuto questo riferimento nel corso degli anni, in alcune edizioni abbiamo inserito altre discipline, magari lanci, attività per non vedenti o situazioni di questo tipo. Già da diversi anni lavoriamo anche con un’associazione che si occupa di attività sportiva per ragazzi down, l’ADSO Savona, con loro e con un’altra associazione sportiva che si è costituita da poco, il gruppo Eunike, siamo riusciti a sviluppare anche dei progetti legati al all’ambito degli Special Olympics. Questo è un po’ un altro comparto sostanzialmente piuttosto diverso rispetto a quello della dell’attività paralimpica. L’attività paralimpica alla fine è un’attività agonistica a tutti gli effetti. Certo gli atleti per quanto non siano normodotati per cui debbano confrontarsi con degli handicap, in alcuni casi anche molto gravi, nel momento in cui preparano le gare poi gareggiano sono atleti a tutti gli effetti quindi lo fanno per vincere non lo fanno tanto per partecipare. L’attività Special Olympics ha forme un po’ più ludiche, di coinvolgimento globale e c’è sempre un aspetto agonistico ma passa un po’ in secondo piano”.

Ruolo chiave dello sport nell’integrazione concreta:

“Noi abbiamo giocato sin da subito la carta dell’integrazione, nel senso che, quando anche lo sport paralimpico non era ancora codificato, non c’era tutta questa attenzione che c’è adesso, noi abbiamo proposto appunto questo tipo di manifestazioni all’interno di un evento anche importante per atleti normo dotati. Le cose che a me hanno fatto più piacere sono state, ad esempio, quando gli atleti in carrozzina dovevano scaldarsi e inevitabilmente si scontravano con gli altri settori. C’era un ragazzo in carrozzina che utilizzava la pista ma sulla pista si dovevano scaldare anche, o poco prima o poco dopo, gli atleti che avrebbero dovuto fare la gara per i normodotati. Devo dire che le paure erano più le nostre, dell’organizzazione, rispetto a quello che poi si verificava sul campo, perché c’era una cultura sportiva da entrambe le parti, un rispetto tale per cui non abbiamo mai avuto un problema circa il sovrapporsi di attività che sono sostanzialmente molto diverse. È fondamentale l’attenzione però io ho visto sempre prevalere il rispetto e la condivisione. Nel salto in lungo, ad esempio, storicamente abbiamo in gara a Celle Roberto La Barbera, saltatore in lungo che ha già partecipato a numerosi appuntamenti internazionali. Lui è di Alessandria, quindi anche abbastanza vicino geograficamente, e quando lui viene a gareggiare a Celle, gareggia con i normodotati, non è che facciamo la gara di lungo apposta per lui.  Altrimenti si troverebbe a gareggiare da solo quindi anche con stimoli molto relativi. Il fatto che lui gareggi con le protesi, gli altri gareggino diciamo sfruttando le proprie gambe non comporta nessun tipo di problema anzi. Quindi è un’integrazione effettiva laddove il problema non si è mai posto e non si pone. Io devo sottolinearlo”.

Lo sport ha un valore di passaggio e di crescita e può risultare decisivo:

“È un passaggio di crescita sicuramente per tutti, sia per chi deve affrontare comunque le problematiche di una disabilità e si mette in gioco, si confronta, cerca di migliorarsi, già questo è un passaggio molto molto difficoltoso ed importante; sia per chi organizza. Io riprendo la mia esperienza, non conoscevo nulla dell’attività per atleti paralimpici, che allora erano semplicemente atleti con handicap, e avere un amico in carrozzina che mi viene vicino mi dice ‘sì mi fa piacere vedere il Meeting Arcobaleno tutti gli anni, però mi farebbe ancora più piacere farlo’. A quel punto lì sono stato costretto a mettere dentro una gara dedicata a questo tipo di atleti e mi sono reso conto che, nonostante ci fossero state delle strumentalizzazioni per questo tipo di attività all’epoca, nel nostro caso non ci sono state speculazioni di questo tipo e soprattutto è venuto tutto molto fluido e molto facile. Superata la paura iniziale, ci siamo accorti, io in prima persona, che tanti presunti timori erano veramente delle fisime perché non erano problemi reali”.

Il Covid-19 ha complicato la situazione per tutti gli sport ma la strada futura è tracciata:

“Dal futuro mi aspetto la possibilità di tornare ad incontrarci che la cosa che manca di più. Io sono abituato ad operare in un contesto societario e di gruppo molto aperto, con persone che abitano anche in zone molto distanti l’una dall’altra, per cui il fatto di doversi comunque sempre rapportare attraverso le call in via privilegiata quasi totale, e non potere condividere più di tanto gli aspetti anche progettuali degli eventi è chiaramente un punto debole in questo momento. La voglia di ripartire è tanta, abbiamo messo in calendario quest’anno il Meeting Arcobaleno, che conserva le sue caratteristiche di evento internazionale, inserito nel circuito della World Athletics, per cui arrivati alla trentatreesima edizione già confermarsi ai livelli degli anni precedenti significa fare un record del mondo per un paese piccolo come Celle Ligure Ricordiamoci sempre che questo evento si organizza in un contesto di un paese di 5000 abitanti. Quindi è veramente un piccolo grande miracolo che si ripete. Quest’anno anticipiamo la data, torniamo su giugno, il 14 giugno, scelto in mezzo ad altri appuntamenti importanti. Noi facciamo, però, perno su un collegamento internazionale col Meeting di Ginevra, che si svolgerà l’11i giugno, e su alcuni rapporti nell’ambito internazionale, in particolar modo con la Federazione Sudafricana, che ci dovrebbero garantire comunque un’ottima base di partecipazione di atleti internazionali. Stiamo lavorando molto per estendere il progetto legato Insieme nello Sport e ad altre riunioni inserite nel circuito European Athletics Promotion, di cui facciamo parte. Abbiamo solo delle grosse perplessità per quanto concerne alcuni eventi collaterali che hanno sempre caratterizzato il progetto del Meeting Arcobaleno. Principalmente si tratta di una serie di iniziative dedicate alle scuole che non sappiamo ancora se potremmo metterle in atto o meno perché chiaramente con la situazione attuale diventa problematico sapere come si potranno svolgere eventuali gare scolastiche ad aprile o a maggio. Siamo un po’ in attesa”.

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