Stefano Gatto: “Lo sport è lo scossone che serve per reagire”

0
339

Stefano Gatto racconta la sua scelta di non rinunciare allo sport dopo l’incidente che lo ha costretto in carrozzina. Ora tanto lavoro e tanta soddisfazione al Cus Genova. Il capoluogo ligure è punto di riferimento per tutta la Regione. Ancora una volta lo sport diventa fondamentale sotto tanti punti di vista come dimostra la storia di Stefano.

Il tennis una disciplina completa, tra divertimento e utilità:

“La prima cosa da dire è che è divertentissimo, la seconda, da un punto di vista più tecnico, credo sia una delle poche cose aerobiche che possiamo fare noi in carrozzina. Lo faccio volentieri anche come attività fisica”.

Al Cus, un istruttore e una passione incredibile:

“Riccardo brunelli aveva fatto un open day, a cui sono stato invitato o comunque l’ho visto su internet, ho aderito e mi è piaciuto subito, poi piano piano la cosa si è messa in moto”.

Lo sport come filo conduttore della vita, prima e dopo l’incidente:

“Io prima dell’incidente ho fatti tanti sport, senza mai eccellere, perché non appena riuscivo bene cambiavo, non so come mai. Sicuramente ne ho fatti tanti: canoa, canottaggio, sci, arti marziali, vela. Dopo l’incidente uno pensa subito di non voler fare più niente perché diverso; poi piano, piano capisci che le cose belle sono belle anche se fatte in modo diverse. Quindi essere su una pista da sci, anche se scii diversamente, può essere altrettanto appagante”.

Sta crescendo la possibilità, per tutti, di fare sport, il consiglio di Stefano Gatto:

“Le cose, con calma, si muovono e riescono a prendere corpo e via, via funzionano bene. Lo sport è importante per chiunque, forse per un disabile ancora di più. Anche se ci si può far prendere dalla pigrizia, soprattutto all’inizio, quando si è in fase acuta, in realtà è lo scossone migliore che si possa avere. Tanto più che si sta all’area aperta, sul mare, al sole, sui campi da tennis. Le attività all’aperto non possono che essere proficue”.

L’obiettivo personale è migliorare nella tecnica e continuare a crescere

“Dritto o rovescio? Per me sono punti deboli tutti e due, spero di migliorare entrambi. Avevo letto un libro Open, che mi aveva appassionato. Non seguo molto il tennis. Guardo ogni tanto su internet quello in carrozzina”.

Simone Fargnoli