“Incontro alla persona”: lo Sport per combattere fragilità e dipendenze

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“Incontro alla persona” è un progetto patrocinato da Unione Europea, Consiglio dei Ministri e Regione Liguria, che offre attività gratuite, sportive e non, a persone “fragili”. Il Cip ovviamente è al fianco di questa importantissima iniziativa con My Sport capofila e Trionfo Ligure, Lega Navale Italiana Chiavari e Lavagna, Ass. Sportiva Benedetto Acquarone e SINU altri illustri partners ufficiali.

L’invito è esteso a persone con disabilità, persone appartenenti a minoranze etniche, richiedenti asilo e benefici, donne in assistenza protetta o richiedenti, persone in dipendenza, ex dipendenza ori denti assistenza, soggetti in carico al sistema giudiziario o ex, persone indigenti o colpite da esclusione abitativa e persone prive di titolo di studio.

Paolo Sala, referente per le Scuole e i Giochi Sportivi Studenteschi del Cip, è al centro di questo progetto e ha raccontato a Sportability Liguria tutti i dettagli dell’iniziativa. 

La nascita di “Incontro alla persona” e le sue caratteristiche:

“Questo progetto ha origine nel dicembre 2019, grazie ad un bando della Regione con i fondi europei. In un primo tempo il Cip, di cui sono referente scolastico, aveva proposto questa attività. Poi per motivi istituzionali essendo un ente pubblico non poteva appoggiare direttamente un progetto quindi ho messo la mia disponibilità al servizio di questa cordata che ha partner principale My Sport, poi Trionfo Ligure e LNI di Chiavari e Lavagna. Una cosa molto importante è anche la presenza del Benedetto Acquarone – Villaggio del Ragazzo, realtà legata al territorio. Il valore aggiunto è la Società Italiana di Nutrizione Umana che è un ente scientifico che assiste il Ministero della Salute per la pubblicazione annuale dei LARN, protocolli della buona alimentazione italiani. La SINU offrirà un supporto molto importante. Il progetto, come da bando, è riservato a utenti maggiori di sedici anni. Insomma categorie anche con un disagio economico che normalmente non potrebbero accedere ai servizi sportivi, appartenenti a cinque aree di fragilità bene definite”.

Tutte le categorie a cui è rivolto il progetto:

“La prima è quella dei disabili, fisici, psichici e sensoriali. La seconda è quella di immigrazione e minoranze, persone appartenenti a minoranze etniche, beneficiari di protezione internazionale, donne vittime di violenza. L’area tre è l’area delle dipendenze e delle ex dipendenza di ogni tipo. La quarta area è quella di detenuti ed ex detenuti. A Chiavari si collabora con la struttura penitenziaria. Poi c’è tutta l’area grigia. Fenomeni di nuove povertà. Persone colpite dall’esclusione del lavoro, inattive o prive di titolo di studio. Tutta questa massa di utenza, che in qualche modo sarebbe difficilmente coinvolta in attività sportiva, può, attraverso percorsi individualizzati, avviare buone pratiche sportive che si possano riflettere e ripetere sulla vita quotidiana”.

Dietro allo sport la centralità dell’inclusione:

“La cosa più importante che ha caratterizzato il progetto che io avevo disegnato riguarda l’inclusione di cui il Cip si fa promotore. Con l’integrazione noi ci aprivamo alla partecipazione della persona disabile però mettendola nella condizione di entrare in una situazione predefinita senza tener conto delle condizioni di partenza. Con l’inclusione si cerca di ribaltare il paradigma. Andare a mettere la persona nella condizione migliore sia dal punto di vista umano e sociale e soprattutto, questa è la novità, di struttura, di organizzazione che tenga conto delle sue reali difficoltà. Serve l’ambiente adatto per far sì che tutti possano fare sport. Così, con le strutture già attrezzate, chi vuole può provare in totale sicurezza. Ci sono delle categorie per le quali ci vuole una grande attenzione. Faccio l’esempio delle donne sottoposte a protezione, persone che sarebbero assolutamente escluse, hanno modo, con tutta la privacy, le cautele del caso, di fare attività. Ci sono tecnici paralimpici e specializzati su esperienze precedenti. Tutti i partner sono preparati per la creazione di questo percorso. Per due anni, durata di questo progetto, gli si garantisce una partecipazione gratuita”.

Il feedback a livello territoriale è importante, al netto delle difficoltà legate al Covid-19:

“Noi siamo partiti senza alcuni i partner. Abbiamo iniziato i primi di giugno e molto ha fatto la Lega Navale a Chiavari grazie alla situazione pregressa già attiva. Sono state coinvolte anche più di trenta persone. Per motivi amministrativi noi ci dobbiamo rivolgere ai non occupati. Dopo l’avviamento al lavoro l’aspetto prediletto è quello ludico ricreativo. I numeri si sono un po’ ridotti. My Sport ha un grande bacino e già faceva attività sociali. Abbiamo dei buoni riscontri. Il nostro target è quello di arrivare nel giro di due anni a duemila persone. Questo l’obiettivo prima della pandemia. Chiaramente il Covid-19 sta influenzando. A Chiavari la piscina del Benedetto Acquarone è chiusa, ad esempio. Questi dettagli pesano. Tutti i problemi che hanno le società sportive valgono anche per noi, pure in maniera maggiore visto che ci rivolgiamo a persone che necessitano di particolare attenzione. Stiamo riuscendo a diffondere e a far conoscere il progetto. Noi siamo localizzati su Genova Centro e Tigullio di Levante ma siamo in contatto con altre aree, pronti ad accogliere segnalazioni in tutta la Regione e ha indirizzare eventuali richieste”.

Tante discipline coinvolte:

“L’idea era attivare tanti laboratori. Noi non facciamo laboratori professionali ma applicativi. My Sport è legato al nuoto, ginnastica in acqua e non solo. Bisogna chiaramente vedere da dove si parte, quali difficoltà ci sono, per mettere gli utenti a proprio agio. Alla Sciorba c’è una struttura di livello con tecnici competenti. Poi ci si sposta sull’attività di atletica leggera e di walking assistito, che per comodità di approccio, con tecnici di livello, può essere più facile per loro. Accedere ad attività semplici può essere un’occasione per iniziare e migliorare. A Villa Gentile, con Trionfo Ligure, abbiamo anche delle eccellenze dal punto di vista paralimpico come Tonetto che, nei lanci è campione in carica e può dare indicazioni di livello. Poi comunque sono previste anche delle piccole gare, delle iniziative nazionali o internazionali come soggetti fruitori di servizio, in modo da avere anche la mira di raggiungere un personale obiettivo. La LNI di Chiavari e Lavagna ci sono le Hansa 303, mono e bi posto. Anche io ho provato con una nostra atleta che era ai mondiali di Palermo ed è stato molto divertente. Siamo usciti con vento piuttosto forte ma in totale sicurezza abbiamo fatto la nostra prova. Anche il neofita ha quindi la possibilità di sperimentare in sicurezza. Poi si può anche vedere l’equipaggio al lavoro in barche più grosse, la loro collaborazione. Al Benedetto Acquarono ci sono attività di nuoto e di atletica leggera come a Villa Gentile. Da sottolineare la novità in crescita del Padel, adesso molto di moda e molto accattivante. Una disciplina molto divertente e valida. A Chiavari hanno anche una palestra interna di arrampicata dove, in base alle capacità, si possono iniziare le prime arrampicate. Il ventaglio è ampio. La SINU, attraverso il contatto durante la formazione, sta istruendo gli utenti ma non in modo cattedratica. Noi come Cip, partner di sostegno e garanzia del progetto, ci stiamo impegnando molto su questo. Abbiamo il supporto anche della LNI di Quinto e dell’Istituto Gianelli a Chiavari. Quest’ultimo sta aiutando molto la parte social e di sostegno comunicativo. Ci sono tante società affiliate e i nostri Open Day diventeranno occasioni di incontro per far conoscere il progetto.”.

Il messaggio a coloro che non hanno ancora trovato la determinazione giusta per cominciare:

“Il problema, che io ho verificato nei miei anni di esperienza anche con la partecipazione ai campionati studenteschi, è proprio quella di uscire di casa. Sto parlando per qualsiasi fascia di età da 16 a 90 anni, per tutti coloro che hanno difficoltà. La cosa migliore sarebbe che la famiglia e i conoscenti vadano a supporto e a spronare queste persone. Il fatto di andare incontro loro sul territorio che gli permettano, con una semplice telefonata, di prendere un appuntamento, un contatto è importante. Ci sono le persone che si occupano del progetto, si può così vedere l’ambiente e mettersi alla prova. Bisogna chiaramente vincere la prima difficoltà, magari con l’aiuto di qualcuno. Spesso noi ci rivolgiamo proprio a loro, in modo che facciano da mediatori, che siano l’imput per accompagnare questa persona. Una volta che si inizia poi è più semplice continuare. Noi siamo in contatto con tutte le realtà che si occupano del sociale sul territorio. Abbiamo già dagli anni precedenti un buon bacino di utenti ma vogliamo continuare a crescere”.

Ecco i dettagli e i contatti per svolgere queste attività del progetto “Incontro alla persona” nella nostra regione:

Genova

ATLETICA-WALKING: TRIONFO LIGURE. Telefono 3929122979 – mail Segreteria@trionfoligure.it. Campo Villa Gentile (Sturla) — Campo Corso Montegrappa (Centro) — Campo Sciorba (Molassana).

NUOTO: MY SPORT. Telefono 3475773687 mail info@piscinesciorba.com. PISCINA SCIORBA ( MOLASSANA).

Chiavari

VELA-CANOTTAGGIO: LEGA NAVALE ITALIANA. Telefono 3483120640 – mail chiavari@leganavale.it. Porto turistico Chiavari.

PADDLE TENNIS-NUOTO-ARRAMPICATA-WALKING: BENEDETTO ACQUARONE. Telefono 01855906265 – mail acquarone@villa.  Centro Acquarone, Viale San Pio X 26 a Chiavari.

Gli esperti della SINU – Società Italiana Nutrizione Umana. Per consulenza, consigli e indicazioni per una corretta alimentazione: nutrilab.sinu@libero.it.

Simone Fargnoli