Divertime ASD: il calcio per tutti tra divertimento, passione e sana competizione

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Divertime Sport ASD è una realtà importante nel panorama genovese: il numero degli iscritti è cresciuto nel corso degli anni e, nel giusto rapporto tra agonismo e divertimento, la società si fa promotrice di eventi e collaborazioni illustri, come quella con la Sampdoria. Con la pratica il calcio, quale riferimento imprescindibile, infatti, la vita associativa si caratterizza marcatamente anche per attività collaterali che coinvolgono gli affiliati (atleti, famigliari, amici e simpatizzanti) e creano bellissimi momenti di condivisione.

Il presidente Vincenzo Lagalla ha deciso di raccontare a Sportability il percorso e la crescita dell’associazione e di questi ragazzi, impegnati nel progetto sociale Quarta Categoria. Il primo torneo nazionale che nasce nel 2016, riservato a calciatori e calciatrici con disabilità intellettivo-relazionale e patologie psichiatriche, promosso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio con il sostegno e l’adesione convinta di tutte le principali componenti del mondo del calcio. Scelta la maglia blucerchiata, il club partecipa tra divertimento e una sana competizione.

L’origine della Divertime ASD risale al 2003, prima come cooperativa e poi come associazione:

“La società nasce inizialmente come una cooperativa, nel 2003 abbiamo costituito questa associazione che si occupava di sport e tempo libero per i giovani disabili. All’interno di questa cooperativa abbiamo iniziato con un gruppetto di calcio. Nel momento in cui la cooperativa ha iniziato ad avere delle difficoltà, nel 2010, è stata costituita l’associazione sportiva dilettantistica. Siamo diventati lì una vera e propria società sportiva che ha portato avanti, nel tempo, diverse attività; non solo calcio, che è comunque rimasta unadisciplina trainante e costante. Abbiamo iniziato con un gruppetto che giocava a Molassana, poi ci siamo spostati. Nel frattempo si sono inseriti altri sport come il nuoto. Attualmente, insieme al calcio, abbiamo anche il tennis. Alcuni ragazzi fanno la doppia disciplina, altri no”.

Nel 2016, come detto, la nascita di Quarta Categoria, a cui quasi subito l’associazione aderisce:

“Un percorso che per noi è iniziato all’incirca nel 2017, essendo stati tra i primi club ad aderire. Da lì poi sono state coinvolte le altre società sul territorio ligure. Siamo andati con il referente di Quarta Categoria Liguria nel paesino dell’allora presidente della FIGC Tavecchio, Ponte Lambro. All’epoca il torneo era solo in quella zona, c’erano poche squadre tra Lombardia e Toscana. Da lì abbiamo iniziato questa esperienza con la nostra regione e, nel tempo, ci si è accorpati al Piemonte perché, da sola, la Liguria non riusciva ad arrivare a un numero di squadre sufficienti per quel torneo che, nel frattempo, era cresciuto e si era diffuso molto sul territorio italiano. Oggi si parla anche di creare una squadra nazionale. Un gruppo azzurro che prenda i giocatori dalle varie regioni”.

Giocare a calcio è anche l’occasione di vestire la maglia dell’amata Sampdoria, tra divertimento e orgoglio:

“Questa è stata una bella esperienza perché siamo stati ‘adottati’ dalla Sampdoria. Considerando che la maggior parte dei ragazzi, anzi la quasi totalità, è sampdoriana, a loro non sembrava vero di poter giocare con la maglia blucerchiata. La società ci ha sempre trattato molto bene, c’è una bella relazione. Noi siamo una realtà molto piccola a livello sportivo e abbiamo una ventina di tesserati che da tempo lavorano nell’attività calcistica. Molti di loro hanno iniziato giovanissimi, quelli storici ora hanno superato i trent’anni e, nel frattempo, di tanto in tanto, c’è l’innesco di qualche nuova leva”.

 

 

 

 

 

Dallo sport al sociale, Divertime punta molto su alcuni valori preziosi dello sport:

“Siamo nati come tempo libero, uno dei pochi progetti all’epoca di tempo libero per i disabili. In genere si parla di riabilitazione, noi, invece, abbiamo cercato di scardinare questa impostazione, girando con i ragazzi e non facendo attività dedicate solo a loro ma svolgendo cose di vita quotidiana. Siamo andati in giro sul territorio. Ci spostavamo con i mezzi pubblici, facevamo merende nei bar o serate in pizzeria. Abbiamo dato modo a loro di fare quelle esperienze che i ragazzi della loro età fanno. L’aspetto sociale e il rapporto con le altre famiglie e con altre realtà è più semplice e lineare quando si è più piccoli, crescendo finiscono le attività formative e si riducono quelle con i pari normodotati. Quindi il fatto di tenere insieme un gruppo di persone che ha le stesse esigenze, le stesse necessità, ha creato una situazione favorevole per sviluppare e aumentare l’impatto sociale e aggregativo. La parte sportiva era un tassello importante all’interno del tempo libero. A volte, grazie ad alcune manifestazione, coinvolgiamo i ragazzi in altre attività. L’aspetto sociale è importante. In questo senso abbiamo privilegiato lo sport di squadra, perché è fondamentale. Anche nell’ambito del tennis, nonostante sia una disciplina individuale, si è creato un gruppo, ragazzi e ragazze si vedono ogni sabato e anche fuori dall’aspetto, diciamo, agonistico. Noi incoraggiamo proprio questo, l’unione e lo sviluppo di esperienze oltre l’attività sportiva in senso stretto”.

Il Coronavirus ha influito sulle vite di tutti, ora la ripartenza:

“Il Covid ha inciso pesantemente sulla nostra attività. All’inizio avevamo tanto timore nel coinvolgere i ragazzi e, a loro volta, nonostante mancasse giocare e vedere i compagni, tanti avevano paura. C’era preoccupazione. Abbiamo dovuto sospendere tutto e, anche nel momento in cui le cose si stavano sbloccando, ci siamo interrotti perché uno dei campi che utilizzavamo, quello del CAP a Sampierdarena, è dovuto rimanere chiuso in quanto circolo per lo sport. Siamo stati a lungo fermi, abbiamo ripreso solo alla fine della stagione 20/21, verso maggio. Gradualmente hanno ricominciato ad allenarsi molti ragazzi, ma non ancora tutti”.

Tanti propositi per ricominciare, le prossime tappe:

“Adesso l’idea è quella di riprendere le attività come le avevamo organizzate prima, monitorando l’andamento epidemiologico. Abbiamo già una circolare nazionale per quel che riguarda le regole di prevenzione da seguire. Ci atterremo a quello e anche al buon senso. Cercheremo di coinvolgere di nuovo tutti e di riprendere alcuni eventi. Sabato 25 faremo un piccolo torneo, un derby Genoa-Sampdoria che facciamo ormai da moltissimi anni. Queste sono le due squadre liguri che militano all’interno di Quarta Categoria e che giocano con le maglie di Genoa e Sampdoria. Manifestazione gestita ed organizzata da Panathlon Levante. Saranno ormai 13-14 anni che facciamo questo evento. All’inizio a Borzoli, poi sul campo del Genoa a Pegli, dopo ancora sul campo della Sampdoria, a Bogliasco. Anche nel periodo in cui c’era Garrone alla presidenza esisteva questa collaborazione. Garrone era molto sensibile e veniva personalmente a premiare i ragazzi”.

Chi volesse cominciare può farlo facilmente:

“Il primo contatto di solito avviene direttamente con me, così capiamo la modalità con cui il ragazzo può essere inserito. Ci facciamo raccontare qualcosa, poi raccontiamo come lavoriamo noi. Dopo si fa una giornata di prova per vedere come si trova con i compagni e con le attività. Se la prova va bene si procede con l’affiliazione e tutta la parte burocratica. Facciamo due allenamenti, uno al sabato al CAP dalle 10 alle 12 e poi un altro allenamento, tendenzialmente il venerdì pomeriggio dalle 15 alle 16.30 a Molassana sul campo dell’Anpi Casassa”.

Lagalla sottolinea poi un altro aspetto fondamentale:

“Un’altra cosa che ci contraddistingue e che io punto a consolidare a lungo, insieme al sociale, all’agonismo e all’aggregazione, è quella del divertimento. Noi cerchiamo di mantenere un rapporto di un certo tipo all’interno della squadra e con gli avversari. L’importante è arrivare in fondo, aver fatto il massimo, accettare quello che risulta dal campo e poi, come avviene nel rugby, fare un terzo tempo, andando a mangiare qualcosa insieme. C’è voglia di mantenere comunque il divertimento. La nascita di Quarta Categoria ci obbliga a fare i conti con l’agonismo, e ci adeguiamo, però vogliamo salvaguardare lo spirito iniziale”.

Infine un ricordo speciale, ancora una volta legato al mondo Sampdoria:

“Nel 2017, grazie alla disponibilità della Samp, nella giornata mondiale della disabilità, prima di una partita al Ferraris contro la Lazio, i nostri ragazzi sono scesi in campo con lo striscione: Io voglio giocare a calcio. Uno slogan iniziativa di Quarta Categoria. Tutti questi ragazzi hanno calcato un prato di Serie A con questo striscione e dopo di loro sono arrivati tutti i giocatori poco prima dell’inizio della gara, mettendosi dietro al cartellone. Inoltre tutto veniva messo in onda sui maxischermi dello stadio. È stata un’esperienza indimenticabile. Prima ci hanno permesso di aspettare l’arrivo della squadra negli spogliatoi. Una serata interessante ed emozionante, la Samp ci ha sempre tenuti in considerazione, cercando di coinvolgere i ragazzi anche sul campo di Marassi. Ogni anno, prima del Covid venivano a consegnarci il materiale alcuni giocatori. Quagliarella è un’altra persona meravigliosa, è sempre stato disponibile con i ragazzi”.

INFORTMAZIONI E CONTATTI 

Via Gualco 3, 16165 Genova, Liguria

Contatti: 349 394 9008

Mail: asd@divertime.it

Pagina Facebook: Divertime Sport A.S.D.

Simone Fargnoli