Il maestro Bertola: “Vorrei rendere il golf accessibile a tutti”

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Il Golf è da sempre considerato uno sport “nobile” ma spesso ci si dimentica del suo lato ludico. È questo l’aspetto che vuole far conoscere Stefano Bertola, maestro del Golf Club Arenzano e allenatore della Nazionale paralimpica.
Il suo obiettivo è chiaro: rendere questa disciplina accessibile a tutti e, grazie ad alcune collaborazioni e al suo entusiasmo, da qualche anno i risultati stanno iniziando ad arrivare.

Dalla voglia di coinvolgere gli altri nasce questa iniziativa:

“Io ho sempre avuto una sensibilità particolare sull’argomento. Ho fatto per dieci anni il volontario a Lourdes. Ho sempre avuto una sensibilità mia particolare sulla questione. Poi visto che io ho praticato un sacco di sport, da paracadutismo a Judo, passando per calcio e sci; ho pensato, considerato che adesso faccio il maestro di golf, di far giocare ragazzi che hanno meno possibilità o che difficilmente si sarebbero avvicinati a questa disciplina, per vari motivi”.

Stefano scherza anche sulla figura del golfista, distante dalla realtà: “Il golfista non deve per forza essere almeno un over 90, multimiliardario e con i pantaloni a quadretti, ci sono anche quelli ma non è così nella realtà”.

Forte di questa certezza, ha iniziato un’importante collaborazione“Ho iniziato due anni fa con i ragazzi di Eunike Savona, poi l’anno scorso ci siamo fermati per motivi di Covid-19. Ora le cose sono cambiate, con dispiacere mi hanno detto che venire ad Arenzano complicava la situazione per questi ragazzi, proprio a livello organizzativo. Per questo hanno deciso di appoggiarsi al Golf di Albissola e vanno insieme con il pullman. Per me va bene così, a me interessa che giochino e che si divertano. Conta questo”.

Da poco il maestro Bertola è entrato nella squadra della Nazionale paralimpica:

“Sono stato chiamato dalla Federazione e ora sono uno dei tre allenatori della Nazionale paralimpica di golf. Una bella esperienza, però, è un’altra cosa. C’è un altro spirito, si parla di giocatori agonisti, di campionati europei e, magari, di future paralimpiadi. La mia motivazione principale è un’altra certo ma voglio continuare sia nell’impegno federale, sia in quello privato, con la voglia di far conoscere questo sport”.

Il rapporto con i ragazzi disabili è particolare ma, allo stesso tempo, semplice e diretto:

“In Nazionale ci sono giocatori da anni, quindi il rapporto è più professionale. Per il resto è molto particolare, in senso positivo. C’è stato un bel feedback, i ragazzi si sono divertiti molto, avevano voglia di tornare. Peccato per il Coronavirus che ha bloccato un po’ tutto. Non ho trovato grandissima difficoltà nello spiegare il gesto. Io lavoro anche con i ragazzini e a loro della tecnica interessa poco, e a volte manco lo capiscono. Uso un metodo piuttosto intuitivo, semplice, senza parlare di assi, piani e angoli. Non ho avuta particolare difficoltà a farmi capire, qualcuno di loro ha fatto anche dei bei colpi”.

Il livello della Nazionale italiana è piuttosto buono:

“In Nazionale il livello è più alto e dovrei riuscire a portare alcuni atleti agli eventi Sportability. Ci sono ragazzi molto bravi. Tra l’altro uno dei tre allenatori, Tommaso Perrino, ha avuto da giovane un incidente e a seguito qualche complicazione ha problemi permanenti ad una gamba; lui, a differenza di noi semplici professionisti, può partecipare a qualsiasi gara, anche con i dilettanti. Poi ci sono altri giocatori che sistemerebbero con facilità molti normodotati che conosco. Ad agosto ci saranno i campionati Europei e abbiamo costruito una bella squadra che potrà giocarsela tranquillamente con le Nazioni più forti, come Spagna e Svezia”.

Il golf e lo sport in generale hanno un valore e un ruolo fondamentali:

“Lo sport è fondamentale. Non solo perché fa passare qualche ora in allegria, perché qui ci si allenata certo, ma si ride e si scherza. La cosa bella è il coinvolgimento. Il golf in questo senso fa sentire loro importanti, partecipi all’interno di un programma. Sicuramente si sentono bene. Se poi da questo esce, anche a livello sportivo, un grande giocatore è tutto di guadagnato. La motivazione principale è comunque dare questa valvola di sfogo che altrimenti non avrebbero”.

Il golf è molto diverso da come è dipinto, prosegue Stefano, e spesso fa innamorare. Un progetto come Sportability Liguria può aiutare:

“Penso che uno sport di nicchia come il golf per la prima volta entri a far parte di una manifestazione e di un portale come quello di Sportabilityliguria. È già un grande risultato esserci e farci conoscere. Conosco tanta gente che, sapendo le mie tante esperienze con diversi sport, mi chiede cosa ci trovo nel golf e io rispondo sempre di venire a provare. Alla fine ho sempre ragione e ora, appena iniziata la disciplina, non pensano ad altro. Fanno pure le vacanze in base al golf”.

Il vero obiettivo è permettere a tutti di partecipare:

“L’unico obiettivo che ho è quello di poter far conoscere questo sport meraviglioso a più gente possibile. Vorrei renderlo più accessibile a tutti quanti, dimostrare che non così difficile, complicato e costoso. Alla fine i prezzi non sono così inarrivabili. Mi piacerebbe svecchiare un pochino e togliere questa specie di patina polverosa, non reale, che il golf si porta dietro”.

Bertola conclude parlando dei luoghi di riferimento:

“Chi volesse iniziare può trovarci in semplicità al Golf di Arenzano. Ora sono entrato in contatto con l’INAIL della Spezia. Stessa cosa per l’Unione Italiana Ciechi Ipovedenti di Genova, con cui collaboreremo”.

INFORMAZIONI UTILI E CONTATTI 

Golf Club Arenzano

Piazza del Golf, 2
16011 Arenzano (GE)

info@golfarenzano.it

Tel. +39 010 4714220
Cell. +39 320 632 9026

Simone Fargnoli